La formazione come strumento per recuperare competitività

Dopo la crisi, le aziende sono impegnate nella ricerca di soluzioni per intercettare i segnali di ripresa che arrivano dai mercati internazionali.

Una crescita sostenibile è possibile solo riqualificando le risorse umane e sviluppando quel know-how,  punto di forza del made in Italy, unico elemento capace di contrastare la concorrenza basata sul prezzo delle economie emergenti.

Il piano Europa 2020 indica nell’innovazione e nella qualità della formazione le carte vincenti per avvicinare il Vecchio Continente alla piena occupazione.

La recente crisi, secondo Bruxelles, ha annullato dieci anni di progressi in campo economico e sociale e il potenziale di sviluppo dell’Unione è stato dimezzato.

A fine 2010 in ‘Europa erano 23 milioni le persone senza lavoro, con un tasso di disoccupazione per il 2010 pari al 10,3%; con il 23% per la sola popolazione giovanile.

In Italia, nonostante la timida ripresa in atto (quest’anno il prodotto interno lordo dovrebbe crescere intorno all’1%), gli ultimi mesi hanno visto crescere ulteriormente la popolazione dei senza lavoro,  salita ormai all’8,6%, a dicembre il 29% tra i giovani.

In questo quadro, la formazione può svolgere un ruolo decisivo per invertire il trend.

Se la formazione realizzata dalle aziende si rivolge a quanti già hanno un posto di lavoro, resta il problema di coloro (soprattutto giovani) che non riescono a trovare occupazione proprio per le distanze tra il proprio bagaglio formativo e la domanda delle aziende.

A cominciare dai profili tecnici: in un Paese che è secondo in Europa (dopo la Germania) nell’industria manifatturiera, le aziende italiane segnalano un deficit di 76mila tecnici: figure che le aziende cercano sul mercato, senza tuttavia trovarle.

Si tratta di una grave lacuna per le capacità di ripresa della nostra economia, che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni, in cui, secondo molti analisti, sarà proprio l’industria a trainare la ripresa, a scapito della finanza e dell’hi-tech.

3 pensieri su “La formazione come strumento per recuperare competitività

  1. In effetti nel mio caso la formazione è stata decisiva per trovare lavoro. Non è stato immediato, ma dopo un po’ di esperienza ho potuto utilizzare le competenze acquisite durante il master che ho fatto per cambiare lavoro e inziare una nuova esperienza professionale. Credo la rimanere sempre aggiornati sia decisivo per il mercato del lavoro odierno.

  2. Secondo me, bisogna agire come imprenditori. Studiare quali sono le richieste delle aziende e capire quel’è il settore che tira di più. E’ vero, bisogna investire comunque un minimo di budget in formazione, ma secondo me ne vale la pena.
    Arrivare sul mercato del lavoro in settori caldi con una formazione specifica è davvero la chiave di volta….

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