L’analfabetismo digitale penalizza chi cerca lavoro

digital-divideIl digital divide, altrimenti conosciuto come divario digitale, descrive la disparità esistente tra chi ha accesso effettivo alla tecnologia e chi invece ne è escluso, a causa di diverse variabili, quali condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di sesso o età, appartenenza etnica e provenienza geografica. Oltre ad indicare una disparità nell’accesso alle tecnologie, che nella pratica si traduce nel possesso o meno di un personal computer o di una linea internet, il digital divide descrive anche un divario nell’acquisizione di risorse conoscitive necessarie alla partecipazione consapevole nella società dell’informazione; per questo motivo spesso la definizione è affiancata a quella di knowledge divide.

 

Ma l’analfabetismo digitale penalizza l’individuo anche da un altro punto di vista. Di fatto, il lavoro, una delle risorse strategiche nel panorama economico attuale è fortemente condizionata dall’accesso alle tecnologie. Come è noto, sono sempre più numerose le aziende che, per reclutare personale qualificato, si affidano ai diversi siti specializzati per pubblicare i propri annunci online, utilizzano l’area Lavora con Noi all’interno del proprio sito internet, o che ancora ampliano i propri collegamenti sui social network, in cerca della risorsa perfetta!

 

Appare evidente come, in questi casi, chi ha poca o nessuna familiarità con l’utilizzo di PC ed internet si troverà in una situazione di svantaggio rispetto ai colleghi più tecnologici e si vedrà costretto a ripiegare sui tradizionali sistemi di candidatura diretta presso l’azienda, ormai quasi completamente abbandonati, che implicano tanto da parte delle aziende, come da parte del candidato, un notevole dispendio di tempo ed energie.

 

Ci sembra pertanto interessante segnalare il progetto “Pane e Internet”, della Regione Emilia Romagna, che si inserisce negli obiettivi della Legge Regionale 11/2004 sullo “sviluppo regionale della società dell’informazione”; tale piano di lavoro fa parte di una serie di azioni mirate a favorire l’accesso alle tecnologie da parte dei cittadini, con l’obiettivo appunto di contrastare il fenomeno del knowledge divide.

 

Il progetto, selezionato insieme ad altri tre (“Fast Track to IT” in Irlanda, “Link to the future” in Polonia e “INN&CIA”  in Spagna) nell’ambito del progetto europeo Mireia  si articola in un corso di 20 ore per l’alfabetizzazione digitale di disoccupati con poca o nessuna familiarità nell’uso di internet, con focus sulla ricerca del lavoro: dopo aver imparato i passi base nell’utilizzo di PC ed Internet, i partecipanti sperimentano la stesura di un profilo online su piattaforme di incontro domanda-offerta di lavoro, caricano CV online e rispondono ad annunci.

 

In definitiva, l’alfabetizzazione informatica rappresenta un passaggio obbligato necessario alla realizzazione di un modello di e-inclusion totalizzante, sotto diversi punti di vista, anche e soprattutto per ciò che concerne la ricerca di lavoro.

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