Social Media Recruiting: un’opportunità per aziende e candidati

Social media recruitingBen il 77% delle aziende oggi fa uso quotidiano dei principali Social Media e lo fa in larga misura per trasmettere e consolidare i valori del proprio brand o per interagire con i propri stakeholders. Questa appare una scelta condivisibile, considerando che, solamente in Italia, Facebook registra quasi 25 milioni di utenti unici, Youtube ne registra altri 20 milioni e che complessivamente sono circa 12 milioni gli iscritti a Linkedin, Google Plus e Twitter.

 

Oltre a seguire brand specifici e a commentare post su pagine aziendali, circa il 32% degli utenti social cerca lavoro quando visita le pagine aziendali, ma la percentuale sale al 57% se consideriamo coloro che si aggirano tra i 16 e i 24 anni. Un dato davvero incredibile, quest’ultimo, che fa riflettere sulla crescente importanza che assume il Social Media Recruiting.

 

Assumere nuovi dipendenti sembra essere la prima finalità del Social Media Recruiting, poiché come molte aziende sottolineano, definire la propria presenza sui Social Media ed utilizzare questi canali per la pubblicazione di offerte di lavoro e per dialogare con i potenziali candidati rappresenta uno strumento estremamente utile per un’innovativa ed efficace strategia di reclutamento.

 

Una ricerca del 2012 di Lorenzo Pulici, HR e Communication Specialist, ha messo in luce che addirittura due aziende su tre utilizzano i Social Network per reclutare nuovi dipendenti. Si tratta di una tendenza, questa, che continua a crescere, come sottolinea un’altra ricerca di Jobvite, secondo la quale ad oggi, il 94% dei recruiter utilizza i Social Media per reclutare personale, a differenza di soli due anni fa, quando a reclutare sui Social era solo l’89% dei selezionatori.

 

Per i recruiter, i Social Network rappresentano il canale privilegiato attraverso il quale operare una ricerca di talenti a 360°, con Linkedin al primo posto seguito da Facebook e da Twitter in terza posizione. Emergono anche altre fonti a cui si attinge come i blog e Youtube, ma anche Pinterest e Instagram, che fanno delle immagini lo strumento principe di condivisione, stanno ricevendo un notevole successo.

 

Persino il profilo dei candidati acquista maggiore importanza. La ricerca di Jobvite mostra come il 42% dei professionisti HR consideri un candidato, positivamente o negativamente, sulla base di quanto riscontrato sui Social Media. Ai fini dell’assunzione la pubblicazione di oscenità, riferimenti al consumo di droghe e all’utilizzo di armi e post o tweet relativi a contenuti spiccatamente sessuali non sono visti di buon grado. Di particolare rilevanza risulta anche la correttezza grammaticale, in considerazione della quale il 61% dei recruiter valuta negativamente un candidato che commette errori. Al contrario, volontariato e donazioni ad associazioni benefiche rappresentano un elemento positivo altamente tenuto in considerazione durante la scelta del personale più adatto al proprio team.

 

I dati dimostrano, in definitiva, come un’azienda al giorno d’oggi non possa più prescindere dall’utilizzo dei Social Media ai fini del Recruiting, come attività rafforzativa dei tradizionali modelli di ricerca e selezione del personale.

 

Anche i candidati devono avere un occhio di riguardo verso questa nuova opportunità: essere attivi sui Social in modo propositivo è sicuramente un consiglio da fare proprio e condividere contenuti interessanti relativamente al settore nel quale vogliamo proporci professionalmente rappresenta una vetrina personale che le aziende sapranno valutare in modo positivo.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


9 − = otto

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>