Lavori troppe ore al giorno? Ecco come funzionano gli straordinari oggi

Il lavoro straordinarioChi di noi non si è mai trovato in ufficio a terminare un progetto urgente, fuori dall’orario di lavoro? Chi di noi ha saputo dire di no ad un capo troppo insistente che ci chiedeva un feedback su quella questione così importante dopo le 18.30 di un venerdì sera? Per non parlare di eventi, mostre e fiere che terminano in tarda serata e a cui, naturalmente, non possiamo assolutamente mancare!

 

Ma tutti questi straordinari, che ci fanno apparire agli occhi del nostro capo e dei nostri colleghi come eternamente disponibili, volenterosi e anche un po’ stacanovisti, sottostanno ad una regolamentazione ben precisa, che molto spesso pochi conoscono.

 

Innanzi tutto, il lavoro straordinario, così come definito dall’articolo 2108 del Codice Civile, è quello prestato oltre il normale orario di lavoro, per il quale il lavoratore ha diritto al riconoscimento di una maggiorazione. I vari CCNL, diversi per ogni settore di attività, trattano specificatamente questo argomento, quindi non esiste una regola univoca valida per tutti gli ambiti professionali. Si tratta comunque di un’attività lavorativa svolta in eccedenza rispetto alle canoniche 40 ore oppure che eccede la minore durata di lavoro settimanale stabilita dai singoli Contratti Collettivi di Lavoro.

 

È bene ricordare che il ricorso al lavoro straordinario deve essere contenuto e, in assenza di una disciplina collettiva applicabile, il ricorso allo straordinario è ammesso solamente previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore, per un periodo che non superi le 250 ore annuali. In ogni caso, non è più stabilita, come in passato, una durata massima di straordinario giornaliero, ma è fissata una durata settimanale, che comunque non può oltrepassare le 48 ore, comprensive del normale orario di lavoro. In aggiunta, il lavoratore ha diritto ad un riposo giornaliero di 11 ore consecutive ogni 24 ore, il che significa che tra una giornata lavorativa ed un’altra il lavoratore deve poter godere obbligatoriamente di una pausa di 11 ore, questione che limita fortemente il numero di ore straordinarie che si possono sostenere durante il giorno. Un’ulteriore pausa di 24 ore consecutive è prevista ogni 7 giorni lavorativi, pena l’applicazione di sanzioni amministrative per il datore di lavoro. Anche questa limitazione temporale, come risulta chiaro, pone delle restrizioni notevoli al numero massimo di ore straordinarie che si possono effettuare.

 

Normalmente il lavoro straordinario viene retribuito con una maggiorazione della retribuzione ordinaria, come previsto dalla contrattazione collettiva, ma, in alternativa, al lavoratore possono essere concessi anche periodi di riposo compensativo. Purtroppo molti di noi sanno che non è sempre così semplice ottenere ciò che ci spetta di diritto, dato che la maggior parte delle volte il lavoratore né percepisce la maggiorazione corrispondente ai propri straordinari, né tantomeno beneficia di periodi di riposo compensativo per le ore in più svolte.

 

Siamo ormai abituati a fronteggiare situazioni nelle quali le attività che dovrebbero essere equamente suddivise tra più collaboratori, si concentrano nelle mani di un solo professionista, costretto a sostenere turni di lavoro massacranti. Come è noto, la congiunzione economico-finanziaria attuale costringe i datori di lavoro a far a meno di alcune figure necessarie, senza tuttavia poter rinunciare a determinate attività che devono quindi essere delegate ad altre risorse.

 

Spesso, purtroppo, il carico fiscale che il datore di lavoro ha su ogni singolo lavoratore è troppo alto per potersi permettere il numero adeguato di risorse rispetto al fabbisogno aziendale. Nel settore edilizio, ad esempio, un operaio a tempo determinato impone all’azienda un carico contributivo pari al 50% circa dello stipendio. Per il settore del commercio, invece, il prelievo contributivo è leggermente inferiore: per le aziende fino a 50 dipendenti e nel caso di contratti a tempo determinato, l’imposizione contributiva a carico delle imprese sfiora di fatto il 40%. Con questi presupposti, assumere nuovo personale, anche se necessario, rappresenta un passo azzardato per le imprese, che preferiscono quindi ripiegare sul personale già in azienda, con dinamiche molto spesso insostenibili.

 

È facile comprendere come questa situazione generi una realtà piuttosto contraddittoria: se da un lato la disoccupazione continua a crescere raggiungendo livelli preoccupanti, dall’altro chi ha la fortuna di avere un lavoro si trova spesso costretto a svolgere le mansioni di più persone.

 

Fonti:

UIL: Quadro di riferimento normativo in materia di orario di lavoro e straordinario.

INPS: Tabelle delle aliquote contributive.

4 pensieri su “Lavori troppe ore al giorno? Ecco come funzionano gli straordinari oggi

  1. Critica ad un’articolo trovato in rete dal titolo:

    “Lavori troppe ore al giorno? Ecco come funzionano gli straordinari oggi”.

    Ah, le leggi, i regolamenti i contratti!
    Che belle cose.

    Peccato che una volta su tre questi non valgono nulla. Peccato che una volta su tre il datore di lavoro, per profitto personale non aziendale intendiamoci bene, intima, richiede o costringe, non fà differenza, i suoi lavoratori a dilatare l’orario del contratto del lavoro.

    Dilatare, non chiedere straordinari.

    Non è un problema odierno, non è che, data la continua disoccupazione, la crisi pendente come una “spada di damocle” sull’imprenditore, che accada solo oggi. Io lavoro dal 1990 ed è così da 23 anni!!!

    Profitto personale non aziendale!

    In quanti casi abbiamo sentito dire ad altri, o a noi stessi, “devi venire mezz’ora prima ed uscire un ora dopo per far bene il tuo lavoro”, quando poi la mezz’ora è diventata 3/4 d’ora od un’ora intera?

    In quanti, l’ho vissuto sulla mia pelle e lo vedo su quella di amici, la pausa pranzi di due ore diventa quindici minuti perchè il tempo è denaro?

    “Il ricorso al lavoro straordinario deve essere contenuto, per un periodo che non superi le 250 ore annuali”… con 3 / 4 ore di straordinario al giorno – e nel mio gruppo di amici a quasi la metà accade 3 ore pro die di “lavoro dilatato sono” con 5 giorni la settimana e facendo finta che ci siano SOLO 40 settimane lavorative, sapete quante ore di straordinario non retribuito e on riconosciuto? 3×5=15 — 15×40= 600 ore l’anno grazie e ringrazia e bacia a terra che lavori…

    Ma siete veramente convinti di quello che scrivete?

    Qui nel sud Italia, e forse in ogni “parte sud” del mondo, la storia è diversa. Il codice civile spesso è una pura indicazione… non rilevante.

    L’orario di lavoro non è mai quello del CCNL ed i sindacati, spesso, possono competere solo nella grandi aziende.

    Vi racconto una storia vera:

    Anno 2004, Roma. Catena di negozi, circa 15, di elettronica e Grande distribuzione specializzata.
    Un marchio non famoso se non – forse – nella provincia di Roma e forse Padova, se non ricordo male.

    Proposta di assunzione VIA TELEFONO, offerta 3° liv. CCNL per conduzione di un negozio, ovviamente prima come vice, poi dopo un periodo di “formazione”, perchè ogni attività si svolge secondo criteri e procedure diverse, come responsabile.

    Proposta avvenuta su colloquio a Roma, direttamente da uno dei tre titolari della catena.
    Allora parve cosa strana visto che mandai il CV tramite Carrerbuild o tramite Talentmanager o altro sito, non ricorrdo, mi aspettavo una selezione da qualche società specializzata.

    Proposta a voce, confermata da una telefonata di una segretaria senza alcun documento, neppure una risposta ad un’email di conferma mandatagli.
    Cosa ancora più strana, ma avevo bisogno di lavorare e partii.

    20 giorni di allestimenti di un negozio, più come allestitore – commesso che come direttore o vice. Due giorni di formazioni relativamente inutili presso la sede centrale dalla PARE OPPOSTA DI ROMA, per chi è di Roma sà che attraversare la città sulla tangenziale alle 15.00 è un casino, è un “cazziatone” per essere ritnrato in negozio alle 16.00 con partenza da Fiano Romano – in missione chiamiamola – alle 14.45.

    “Cazziatone” che includeva l’affermazione “la vedo poco presente nel negozio”, e nessuna retribuzione per i primi 20 giorni di lavoro definiti “formazione sul campo”. Ok, l’acidità di stomaco si può curare, le menzogne no. Scopro che nel negozio dove assegnato ci sono 2 lavoratori A NERO.
    Scopro che devo fare come orario 8/22 con 15/30 minuti di pausa pranzo, scopro che il contratto – dopo essermi incazzato a mia volta, ma non più di tanto visto che i titolari facevano a botte tra loro… – è un aiuto commesso 5° liv. picchi di alvoro e NON il indeterminato categoria protetta (in italia la protezione non esiste neppure per legge obbligatoria) e scopro l’asenza dei sindacati nonostante quasi 300 dipendenti!

    Ma come è possibile? Niente sindacati con 400 dipendenti.
    Facile: ogni negozio era una sas o srl, ogni zona di roma aveva un altra società che controllava e forniva dipendenti in assegnazione, e in sede alcune società fantasma fornivano altra manodopera.
    Le antiche scatole cinesi. In questo modo tutti dovevano fare “orario dilavato”, non c’era l’obbligo di avere sindacati perchè sotto il numero indicato da legge e perchè la direzione non voleva.

    Rinfacciato che non potevo Vivere in fitto a Roma, con una stanza al costo 500 euro, con qul tipo di contratto picchi lavoro part time a 800 euro, mi fu rinfacciato “tu sei venuto a Roma a lavorare, è un problema tuo non nostro”.

    E vi sto parlando dell’organizzazione di 3 “nobil uomini” Romani, ricchi… RICCHI!!! e ben visti nella società con amicizie influenti e conoscenze “gradite” sia in multinazionali con partecipazione pubblica sia con moglie appartenenti – direttamente o indirettamente – al mondo della politica.

    Questa è la realtà del lavoro, non quella che viene dipinta dai ministeri facendo riferimento alle multinazionali tenute sotto controllo: quelle non danno il 90% dell’accupazione!!!

    Non si tratta di un problema di Crisi, si tratyta di un problema di accumulare ricchezza! perchè se hai un conto corrente di dozzine di milioni di euro e dozzine di proprietà – a testa- sparse per la tua provincia, e riescia farle attraverso lo sfruttamento dei tuoi dipendenti – allora non è un problema di tasse, ma un problema di ONESTA’, RISPETTO DELLA LEGGE e CUPIDIGIA.

    Smettiamola di raccontarci che ci sono troppe tasse per tutti! Se le pagassimo tutti e ci comportassimo onestamente, senza voler accumulare ricchezze a danno degli altri, non solo le tasse sarebbero più basse, ma ci sarebbe anche un’economia più stabile. Un’economia REALE più stabile.

    “Il carico fiscale che il datore di lavoro ha su ogni singolo lavoratore è troppo alto per potersi permettere il numero adeguato di risorse rispetto al fabbisogno aziendale”, questo è vero. Ma solo perchè MOLTI imprenditori disonesti e senza scrupoli, non tutti per fortuna, che magari si dicono anche cattolici (permettetemi questa nota di critica) rispettosi della morale cristiana, se non evadessero le tasse e non trattassero nel modo in cui sopra i loro dipendenti, il carico non sarebbe così pensante.

    Ma è come dice Papa francesco, un brav’uomo: è la cupidigia e la disonstà a distruggere l’umanità che è in noi ed a causare la rovina della nostra società.

    Ma non è come lo racconta l’articolo: non è una queastione di crisi attuale! E’ così da sempre. E’ così fin da quando le leggi, qualche decennio successivamente al dopo guerra, hanno incominciato a proteggere maggiormente chi speculava sulla vita altrui, sul lavoro, in nome del liberismo e del capitalismo che ci ha resi ciechi di fronte al bene comune.

    Certo non sono tutti così, ci sono anche persone oneste che si sforzano, sforzano, di seguire la legge, le regole e rispettare il prossimo. Alcuni, pensate un pò, anche ci riescono.

    Il resto del mondo non è molto diverso da noi, ma accade molto più spesso che le regole vengano rispettate, mentre da noi sono eluse o ignorate.

    Non è una questione di Crisi, è una questione di cultura. Una cultura dove l’umanità e la solidarietà, la giustizia e la proporzionalità sono aprole vuote inserite in una costituzione elusa migliaia di volte, come la morale di ogni religione.

    Quindi “zitto e mosca”, piega il capo e fai le tue 10/12 ore di laovro, che tanto, se non sei in una multinazionale BEN CONTROLLATA – ed anche lì ogni tanto non c’è molta giustizia ed applicazione delle norme – non ci sarà nessuna garanzia nè controllo che ti protegga.

    Gli straordinari oggigiorno, da anni, non funzionano. Sono una “concessione” del tuo capo, non un tuo diritto, nè un dovere di qualcuno rispettare le norme che lo regolano. E’ così forse da sempre, è così oggi o lo sarà ancora. non facciamoci illusioni finchè chi comanderà farà gli interessi maggiormente di una classe sociale, non ci potranno essere cambiamenti.

    E se è proprio quella classe sociale, avantaggiata che comanda, a decidere i cambiamenti, in che cambiamenti sperate?

    1. Quoto tutto ( o quasi) descritto da Vito.
      Purtroppo la triste realtà… omertà, mancanza di controlli, sottomissione, avidità: un bel mix di tutte queste cose è la causa di tutti i mali di noi dipendenti sfruttati.
      E chi ci tutela la legge? HAHAHAHHAAH

  2. Io lavoro su tre turni ..volevo sapere se anche una volta alla settimana si può fare lo straordinario di notte..cioe invece di attaccare alle 22 si può attaccare 3 ore prima cioè alle 19 fino alle 06 del mattino??

  3. PREMESSO CHE IN UM MESE SI LAVORI 26 CON UN ORARIO DI LAVORO DI 7,50 ORE AL GIORNO.
    1) LA SOMMA DELLE ORE DI STRAORDINARIO LAVORATE DURANTE IL MESE FORMANO UN NUMERO DI GIORNI CHE VENGONO SOMMATI AI 26 GIORNI ? ( ES: 26 GG + 30 ORE DI STRAORD.= 26+4 )
    2) SULL’IMPONIBILE DEL MESE VIENE CALCOLATO IL 9,19% PER I.V.S.
    3) AL RISULTATO VIENE CALCOLATA LA TRATTENUTA IRPEF.
    4) PERCHE’ PER LE DETRAZIONI PER LAVORO DIPENDENTE VENGONO CONSIDERATI I 26 GIORNI ?

    SPERO DI ESSERE STATO ABBASTANZA CHIARO . GRAZIO BRUNO

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