Generazione X e Millenial nel mondo del lavoro

La generazione Y o MillenialsIl mercato occupazionale, lo sappiamo tutti è in continua evoluzione e, per questo, sono state formulate diverse teorie sul mondo del lavoro delle nuove generazioni. Secondo una di queste, le persone nate tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta fanno parte della cosiddetta generazione X, mentre le persone nate tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, chiamati anche Millenial, fanno parte della generazione Y.

 

 

La generazione X raccolse l’attenzione della stampa tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, guadagnando la reputazione stereotipata di apatici, cinici, di individui privi di valori e affetti. Alla generazione X, tuttavia, va riconosciuto il merito della diffusione del cosiddetto World Wide Web ed è per questo motivo che viene considerata come una delle generazioni più intraprendenti e tecnologiche della storia.

 

Dall’altro lato, la generazione Y è generalmente caratterizzata da una familiarità con i mezzi di comunicazione, con i social network e in generale con le tecnologie digitali. I Millenial sono tendenzialmente in possesso di un titolo di studio superiore di prestigio, ma si trovano in una situazione di forte difficoltà, rispetto alle proprie aspettative future. È vero, forse sono sempre con gli occhi attaccati agli smartphone, presi dalla smania di fotografare tutto e condividere esperienze – e non esperienze – sui Social, ma qualche nota positiva ce l’hanno: la facilità di viaggiare, ad esempio, la padronanza delle nuove tecnologie e delle lingue straniere, una visione positiva nei confronti del cambiamento, e, ancora, la capacità di innovazione, il pragmatismo, la possibilità molto più vasta che non i loro predecessori di accesso alle conoscenze, e last but not least, la facilità di apprendimento.

 

A differenza dei loro nonni e dei loro genitori, gli appartenenti alla generazione Y probabilmente non avranno mai un lavoro a tempo indeterminato, ma potranno vantare numerose esperienze professionali, anche se di breve durata, in diversi settori e spesso in diversi luoghi, anche all’estero. La flessibilità sarà la caratteristica che li contraddistinguerà maggiormente, oltre all’incredibile padronanza di tutto ciò che è condivisione, comunicazione e capacità di fare networking.

 

Gli HR Manager dovranno lavorare duro per attrarre i migliori talenti, visti i numeri esorbitanti di Millenial altamente qualificati, sotto molti punti di vista; sarà solo in questo modo che le aziende potranno contribuire al proprio successo. Sviluppare il proprio Employer Branding rappresenta sicuramente la scelta di maggior efficacia. La reputazione che un’azienda costruisce nel tempo è quella che attrarrà i candidati di maggior talento e permetterà di mantenere quelli già acquisiti e formati.

 

3 pensieri su “Generazione X e Millenial nel mondo del lavoro

  1. Anche io appartengo alla generazione dei Millenials e sono d’accordo sulla maggior parte dei punti descritti nell’articolo. Quello che mi dà maggiori perplessità riguarda la conclusione… Chissà se le aziende si renderanno mai conto del nostro potenziale o se invece continueranno a sottopagarci proponendoci pseudo-contratti da stagisti…?! Voi che ne dite?

  2. Un pò mi riconosco nella descrizione della generazione X. Da tecnico ict qual’ero. Chiaramente sono opinioni personali, ma la generazione X secondo me è più orientata alle ‘cose’, anche sul lavoro, mentre la generazione Y più alle persone. Le cose da sole non mutano, le persone hanno umori molto mutevoli, sono capaci di cambiamenti radicali, se vogliono. Da qui atteggiamenti mentali diversi, che si riflettono in tutti i campi della vita, tra i quali il lavoro. Credo che quanto più le due generazioni sapranno imparare l’una dall’altra tanto più velocemente migliorerà lo scenario futuro, anche lavorativo.

  3. Grazie Guido e grazie Carola per il vostro prezioso intervento. Condividere esperienze e pensieri risulta sempre molto interessante.

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