Cambiare lavoro a 40 anni: cercarne uno nuovo o puntare sulla formazione?

Come stare al passo con un mondo del lavoro in continua metamorfosi e darsi la possibilità di cambiare lavoro a 40 anni, puntando sulla formazione permanente

Cambiare lavoro a 40 anni?

Un privilegio di pochi o la scelta vincente per cambiare le carte in tavola e rimettersi in gioco? Oggi, un numero crescente di lavoratori si trova a 40 anni a dover fare i conti con offerte di lavoro che richiedono grande flessibilità e per questo, sempre più spesso, l’esperienza acquisita nel corso della propria carriera deve essere riletta in chiave nuova. Diventa strategico fare della ricerca di un altro impiego un valore aggiunto, a patto che sia chiara fin da subito la strategia da seguire.

Le statistiche sul mondo del lavoro parlano di quarantenni che investono energie nella riqualificazione del proprio profilo professionale attraverso, ad esempio, l’executive master, al fine di migliorare le prospettive di carriera e di raggiungere un maggior grado di soddisfazione personale. Ma sono soprattutto quanti si sono trovati, loro malgrado, temporaneamente in situazione di stallo, ad avere capito quanto sia importante non abbandonare la formazione permanente, per poter rientrare tra gli esperti o le cosiddette “alte professionalità” e rispondere in modo sempre più creativo, flessibile ed efficiente alle richieste di un mercato che cambia.

Come fare?

Da questo punto di vista il web 2.0 è lo strumento giusto per trovare le proposte di formazione più qualificanti e più adatte a ciascun profilo. Master post laurea, executive master, corsi alta formazione o MBA (master in business administration) sono tra le più valide risposte volte a incrementare le potenzialità del candidato e a incentivare il suo avanzamento di carriera. Infatti, non rappresentano solo una vera e propria svolta in termini di estensione delle proprie competenze ad ambiti nuovi, ma anche una concreta opportunità di ampliare il panorama lavorativo su cui affacciarsi, tramite l’acquisizione di contatti professionali significativi.

12 pensieri su “Cambiare lavoro a 40 anni: cercarne uno nuovo o puntare sulla formazione?

  1. Salve, sono una ragazza di 44 anni che si e ritrovata a spasso dopo sette anni di lavoro come imprenditrice. Il problema grosso e che assumono solo ragazzine e chi ha un età come la mia trova solo lavori precari o addirittura nulla per l’eta o perche come me nn fa parte della mobilità. cercano responsabili di negozi massimo 29 anni e magari una persona idonea della mia eta no perche troppo grande. Non ci siamo proprio.

    1. Ciao Marisa, siamo solidali con te e di certo la situazione del mecato del lavoro non è delle migliori. Prova a personalizzare il tuo cv e ad ampliare il raggio delle tue candidature in base alle tue specifiche mansioni. La ricerca di lavoro è molto competitiva oggi e bisogna specializzarsi anche nella compilazione di cv. Inoltre ti consigliamo di iscriverti ai maggiori portali di offerte di lavoro ed ai siti delle società di ricerca e selezione del personale; non demordere sicuramente la tenacia sarà premiata.

  2. personalmente penso che la formazione è un elemento indispensabile da non trascurare mai nemmeno durante la vita lavorativa. Io per esempo sto pensando di frequentare un executive master formato part time,al fine di sviluppare skills che ad oggi non ho e che il mio attuale lavoro non permette di sviluppare ma che ritengo necesarie anche per rivendersi sul mercato del lavoro.

  3. Io ho 44 anni e sono disoccupato. Credetemi, pur avendo competenze molto specifiche nel settore arredamento nessuna azienda mi chiama e mando decine si curricula al giorno. Continuo a cercare ma credo che alla fine dovrò inventarmi una mia attività! Qualcuno ha qualche idea in merito?

  4. Salve a tutti , vi riporto la mia esperienza.
    mi è capitato nel corso della mia esperienza professionale di esser costretta per diverse variabili a rimettermi in gioco e quindi rischiare ributtandomi nel mercato del lavoro.
    ORa , se mi guardo alle spalle , mi rendo conto che le tenacia e il metodo sono stati sicuramente gli ingredienti fondamentali per trovare la posizione adatta.
    Sono convinta che ricercare lavoro sia davvero un lavoro:
    richiede metodo, tenacia, non perdersi d’animo, rischiare, non abbandonarsi alla routine e non accontentarsi.
    Un ultimo cosa che mi sento di dire è :
    usate il passaparola sia nella vita di tutti i giorni che su internet (blog , social network, ecc)
    parlate di voi e delle vostre esperienze, aiuta a farsi conoscere , a sapere e , perchè no..a ridurre un pò l’ansia .
    in bocca al lupo a tutti.

  5. Concordo con Elena e aggiungo che la leva motivazionale è fondamentale.
    Nella mia esperienza mi è capitato di sentire di ragazzi/e giovani che, nonostante le opportunità di un’offerta di lavoro altamente stimolante con prospettive anche interessanti di crescita, si tirava indietro per paura di mettersi in gioco o pretendeva senza prima dimostrare di voler/saper fare.
    Ma come si fa?
    Un consiglio per chi cerca lavoro seriamente: spaziare il più possibile nell’utilizzo degli “strumenti”di ricerca.
    Siate curiosi di saperne di più su dove e come le aziende cercano i loro candidati e provate anche strade alternative alle classiche come suggerisce Elena.
    Ciao!

  6. salve a tutti e a chi vorrà leggermi;

    Dallo 01/10/2009 al 18/02/2013, usufruisce delle opportunità offerte dalla Legge 223/91, per una durata di tre anni.

    Ho maturato esperienze pluriennali in aziende del settore alimentare con processi produttivi automatizzati in continuo e modernamente organizzate:
    Gestione delle problematiche inerenti alla produzione e la qualità del prodotto, degli Impianti, delle Linee di produzione e delle risorse umane.
    Esperienze in qualità di ASPP- Settore Alimentare:
    Attività legate ai Sistemi di gestione Salute, Sicurezza e Ambiente.
    Esperienza nei processi di certificazione ISO e nell’applicazione della metodologia HACCP;
    Esperienza in attività di manutenzione di impianti complessi del settore Alimentare.
    (ancora 17 anni di lavoro prima della pensione)
    Nonostante le opportunita offerte dalla mobilita , non riesco a trovare alcun lavoro , nemmeno come addetto alle pulizie.
    Mi chiedo se il problema è la mia età o altro, si parla solo di lavoro per i giovani, giusto e sacrosanto, ma a noi over 40 disoccupati per sventura non parla nessuno? molti di quei giovani disoccupati sono anche nostri figli. qualcuno si è mai chiesto came vive una famiglia in cui padre e figlisono disoccupati? peggio ancora quando ad esserlo sono donne o uomini separati o divorziati. Chiedo a chi davvero può, mi aiuti… aiuti noi altri, abbiamo fomiglia, mutui e figli disoccupati da aiutare.

  7. L’enfatizzare il problema dei giovani, la dimensione della disoccupazione, la preoccupazione per il loro futuro, il richiamo alla classe politica di ricercare soluzione, ha sminuito anzi nascosto un altrettanto grande problema; la mancanza di lavoro e di futuro per i lavoratori maturi over 40 che hanno avuto la sfortuna di essere espulsi per diverse ragioni dal mondo del lavoro e che il mondo del lavoro rifiuta di re-inserire. La classe politica e le parti sociali, a parte alcuni provvedimenti sporadici e non strutturali, si sono dimenticati di questi lavoratori precari e/o disoccupati, numericamente equivalente alla disoccupazione giovanile (circa 1 milione di persone in Italia) ma con effetti molto più dirompenti rispetto ai giovani. Se questi ultimi non hanno una prospettiva futura, i primi hanno un problema reale ed attuale con ovvie conseguenze sul futuro non solo loro, ma di tutta la loro famiglia.

    Infatti un lavoratore over 40 che trova difficoltà al reinserimento nel modo del lavoro per via di stereotipi legati alla età o per mancanza di incentivi all’assunzione (non è vero, perché ci sono e vengono spesso dimenticati), propaga gli effetti negativi di questa sua condizione ai discendenti, ed agli scendenti. Ai figli l’effetto negativo di traduce in un mancato sostegno alla continuazione degli studi o si manifesta nella difficoltà di mantenimento in famiglia per superare la condizione di precarietà che vivono. Agli ascendenti l’effetto negativo comporta il mancato sostegno di cura alle persone anziane sia in termini di presenza personale, che economico (non si hanno più i mezzi per l’aiuto di una collaboratrice/tore familiare oppure i mezzi per l’acquisti di farmaci o altro necessario per la cura). Senza contare poi gli effetti negativi prodotti dalla condizione di precarietà degli Over 40 che si traducono nella difficoltà di mantenimento degli impegni economici assunti in precedenza come ad esempio il pagamento dei mutui. Se poi ad essere colpito è il genere femminile o le coppie separate la cosa diventa ancora più grave.

    In definitiva nascondere il problema del reinserimento degli Over 40 nel mondo del lavoro o comunque non pensando ad una sua soluzione temporanea e/o definitiva, comporta effetti sociali ed economici ben più pesanti che la mancanza di lavoro e di futuro per i giovani. Mentre per questi ultimi il problema è limitato alla singola persona, anche se proiettato al futuro, per gli over 40 il problema è moltiplicato a tutto l’ambito familiare e quindi per ogni disoccupato over 40 le conseguenze si propagano ad almeno 3 o 4 persone.

    Colgo l’occasione per ringraziarvi per l’attenzione.

    Cordialmente, Cosimo Rega

    ( sono un 49 enne, Over 40, in mobilita senza lavoro, senza futuro, senza più dignità. )

  8. Ciao a tutti.

    Anch’io tuttora ho rischiato, mio malgrado, di rimanere a casa senza lavoro. Tuttavia, dovrei essere riuscito (il risultato lo saperò a breve entro poche settimane) a reimpiegarmi nello stesso settore.
    Vi riassumo brevemente la mia storia. Arrivo da un settore estremamente specialistico e con una laurea alle spalle tra le più difficili da ottenere. La capogruppo della società per cui lavoro ha deciso di mettere in liquidazione la mia realtà lasciandomi al mio destino.
    Ho scovato una società simile a quella per cui sto lavorando e mi sono prodigato per apportarle un tipo di clientela che loro ancora non conoscevano, perchè diversa da quella a cui loro si tavano rivolgendo. Questa mia attività svolta per loro, meramente a titolo gratuito, sta portando i suoi fruttti e una volta conclusi i contratti sarò reinserito presso di loro.
    Quello che mi sento di consigliare a tutti voi è tanta intraprendenza, voglia di agire e perseveranza.
    Un augurio a tutti voi,

    Stefano.

  9. SALVE A TUTTI! HO QUASI QUARANT’ANNI E DOPO QUINDICI ANNI MI TROVO SENZA LAVORO. IO, PROPIO IO, CHE HO AVUTO DIPENDENTI, SEMPRE ASSICURATI; ERO QUELLO A CUI RILASCIAVANO IL PROPIO C.V. E ORA MI RITROVO NELLA CONDIZIONE DI MIGLIAIA DI ITALIANI. NON VOGLIO FARE LA SOLITA DEMAGOGIA, MA LA MIA DOMANDA E’ LA SEGUENTE:
    SE NON PROTEGGETE, PREMIATE, INCENTIVATE NOI IMPRENDITORI I SOLDI PER IL VOSTRO SERVIZIO E DICO “SERVIZIO” NON STIPENDIO DOVE LI PRENDETE SE NON VERSIAMO PIU’ CONTRIBUTI? SALVAGUARDATE NOI, CHE SALVAGUARDATE VOI STESSI…
    CHE BELLA ITALIA…
    P.S.
    IL BELLO CHE FANNO LA PUBBLICITA’ SUL PARASSITA DELLO STATO AHAHAH….IPOCRITI

  10. Buon giorno, sono un 49enne e sono da 3 anni disoccupato, ho mandato non voglio esagerare almeno 150 cv , mai avuta risposta, non si può sempre chiedere l’elemosina in comune ed è anche umiliante dopo tutta la fatica che si fa nella vita per imparare e prendere qualifiche che oggi non ti servono a niente, e se continua così mi sa che facciamo prima ad andafre a rubare, almeno in carcere ti danno vitto alloggio e anche i contributi se stai lavorando.
    Morale della favola se lavori mangi se non lavori finirà che muori almeno ti sei levato il pensiero di cercare sia lavoro che cibo, un saluto a tutti da Salvatore

  11. ciao
    sono anch’io nella stessa situazione, ho 38 anni, pur avendo lavorato in varie aziende, ma in un settore molto specialistico, nulla. ora sto facendo dei corsi, cerco di rinnovarmi, ma ormai sono quasi due anni. vi assicuro che preferiscono l’appredistato, pur di pagare meno. E’ una tragedia. il problema è che nn se ne parla, si parla solo di giovani! E noi??? per fare la cassiera nn vado bene, nn ho l’esperienza, cameriera manco, non so’ proprio che fare, fare la promotrice max 35 anni. … li vogliono sempre più qualificati.. nel settore e giovani. per lavorare in produzione, mi hanno detto che il curriculum è troppo! e come mangio?? qualcuno lo sa?

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