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10 semplici passi per presentarsi ad un colloquio di lavoro

venerdì, 31 maggio 2013

 

 

Stai facendo centinaia di colloqui, ma nessuna azienda ti ha mai ricontattato? Stai perdendo ogni speranza di trovare il lavoro che hai sempre desiderato? Non gettare la spugna… Ti basta solo qualche piccolo accorgimento
facile e veloce, ma allo stesso tempo essenziale per presentarti al meglio al tuo colloquio di lavoro.

 

1 – Innanzi tutto è importante cercare qualche informazione maggiore rispetto all’azienda presso la quale si andrà a sostenere il colloquio. Conoscere la storia, il prodotto, gli obiettivi e la policy dell’azienda stessa è molto importante, perché ti aiuterà a destreggiarti tra le domande del responsabile HR con più consapevolezza e sicurezza.

 

2 – Vestiti in modo adeguato, perché, anche se il vestito non fa il monaco, la persona che ti intervisterà si farà un’idea di te nei primi 20 secondi e l’abbigliamento rappresenta sicuramente una delle caratteristiche più visibili a primo impatto. Porta con te una cartelletta portadocumenti, magari di pelle (molto businesslike), nella quale inserirai ordinatamente tutti i tuoi documenti: CV, lettere di referenze ed eventuali progetti che hai portato a termine durante le tue esperienze professionali pregresse.

 

3 – Arriva all’appuntamento con una decina di minuti in anticipo rispetto all’orario prefissato. La puntualità è un ottimo punto a tuo favore, ma mi raccomando non esagerare. Mezzora di anticipo è decisamente troppo. L’ufficio è un organismo vivente, con orari prefissati e agende molto strette; cambiare questi programmi potrebbe indisporre la persona che ti dovrà intervistare…

 

4 – Non presentarti mai ad un colloquio con una madre, un fidanzato o un amico. Potrà sembrare un consiglio banale, ma questo è uno sbaglio che molti, inconsapevolmente, commettono. Dimostrare di essere self-confident è una delle prime armi utili al successo, e presentarsi con un parente come cane da guardia non è proprio sintomo di maturità e indipendenza!

 

5 – Mantieni sempre il contatto visivo con la persona con la quale sosterrai il colloquio, sfoggia il tuo sorriso migliore e dimostra la tua cortesia e disponibilità senza mai apparire esagerato. Cerca di sembrare spontaneo, anche se avrai preparato a casa un piccolo discorso di presentazione.

 

6 – Dimostra come la tua esperienza e le tue capacità siano un valore aggiunto per l’azienda, e come le tue idee siano in linea con i loro obiettivi; le ricerche che avrai portato a termine in merito alla policy aziendale ti saranno molto d’aiuto in questa fase.

 

7 – Fai domande e commenti significativi, che lascino il segno, senza dimenticare che non devi mai interrompere la persona che ti sta intervistando. È importante apparire sicuro di sé e in grado di sviluppare argomentazioni in modo autonomo, ma allo stesso tempo è necessario mantenere i ruoli e dimostrarsi come una persona sensibile e attenta alle parole altrui.

 

8 – Chiedi quale è la risorsa ideale che l’azienda vuole inserire nel proprio staff e dimostra come le tue caratteristiche si sposino perfettamente con ciò che stanno cercando.

 

9 – Domanda quali sono gli step successivi della selezione e quali le tempistiche successive… Hai necessità di saperlo perché stai valutando altre proposte professionali.

 

10 – Ringrazia la persona con la quale hai sostenuto il colloquio e assicurati che abbia tutti i tuoi dati corretti, nel caso in cui volesse ricontattarti.

 

Gli errori che si possono commettere sono molti, soprattutto se consideriamo che il colloquio può essere una fonte inesauribile di stress. Bisogna cercare di mantenere la calma, mettere in luce i propri lati migliori, ma soprattutto essere positivi, anche in un periodo nel quale tutto sembra andare per il verso sbagliato. Se sorridi, la vita ti sorride!

 

Trova il lavoro che ami, riparti da te

mercoledì, 22 maggio 2013

Quante persone possono onestamente dire: “amo il mio lavoro”? La soddisfazione nello svolgere il proprio lavoro non avviene per caso. La maggior parte delle persone che trovano il proprio impiego pieno di significato e soddisfacente hanno investito molto tempo nel cercare di scoprire che cosa volessero veramente fare.

Il concetto di un unico posto di lavoro per tutta la vita non è più sostenibile. Nel mondo del lavoro attuale, la sicurezza dell’impiego dipende fondamentalmente da quante esperienze di lavoro abbiamo acquisito, da quanto sia ricca la nostra lista di competenze e da quante conoscenze possiamo offrire ai nostri potenziali datori di lavoro.

Le prospettive di lavoro sono nel mondo di oggi tutt’altro che definite e definibili, caratterizzate molto spesso da frequenti cambiamenti che impongono ai professionisti di sviluppare competenze e conoscenze sempre più sofisticate, dare prova di flessibilità nei confronti di nuove sfide professionali, dimostrarsi disposti al cambiamento e soprattutto essere consapevoli della propria identità professionale in modo da potersi creare nuove opportunità nel mondo del lavoro. Questi concetti innovativi portano ad intraprendere un tipo di carriera personale, legata più all’individuo e meno all’organizzazione della quale si desidera entrare a far parte.

All’interno di questo contesto occupazionale, profondamente mutato rispetto a quello del passato, appare necessaria una svolta nel modo in cui l’individuo percepisce se stesso, come lavoratore, per prendere maggior controllo della propria carriera e della propria vita. Nella società di oggi, ciascuno di noi è responsabile del continuo apprendimento e sviluppo delle proprie competenze professionali e personali. 


Ecco allora che diventa imprescindibile affrontare un percorso di Career Coaching, che rappresenta un’opportunità per tutti coloro che desiderano valutare al meglio il proprio profilo professionale e affrontare il mondo del lavoro moderno con più consapevolezza. E’ un’occasione per trovare il primo impiego, per individuare un nuovo percorso di carriera, crescere professionalmente, o semplicemente diventare consapevoli del proprio ruolo professionale in relazione alle aspettative aziendali e personali. Si tratta di un percorso di scoperta e valorizzazione, di piena consapevolezza delle conoscenze, capacità e qualità che ci contraddistinguono di fronte alle sfide che il mercato di oggi ci impone.
Un percorso di Career Counseling fornisce metodi innovativi integrandoli alla tradizionale preparazione accademica e di orientamento alla ricerca del lavoro. Le tematiche di maggiore interesse vertono sui cambiamenti che il mercato del lavoro ha dovuto affrontare negli ultimi anni, sulle modalità di ricerca del proprio valore aggiunto rispetto ad una realtà aziendale già consolidata, sugli errori da evitare nel percorso di ricerca di un lavoro e sul reale valore che assume un buon CV.
I consigli dei migliori head hunter di tutto il mondo aiutano il professionista a riscoprire la propria identità per essere in grado di realizzarsi attraverso la carriera desiderata, perché oggi è molto più facile vivere una vita serena e trovare soddisfazione nel proprio lavoro quanto più le nostre scelte occupazionali corrispondono a valori, interessi, competenze e caratteristiche personali.
E allora, segui le parole di Confucio: “scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche un giorno in tutta la tua vita”… Iscriviti al Workshop di Career Leadership Coaching, offerto da Talent Manager in collaborazione con Business Awareness Institute. Il corso si svolgerà a Milano e a Roma e avrà una durata di 4 ore. Ma affrettati, perché i posti sono limitati. 


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Il mercato del lavoro: le professioni più ambite nei primi mesi del 2013

martedì, 9 aprile 2013

Talent Manager monitora il comportamento di aziende e candidati per conoscere come si evolve il mercato del lavoro nel tempo.

Per quanto riguarda le funzioni professionali, i ruoli commerciali continuano a farla da padroni anche nel 2013 raccogliendo circa il 18% delle candidature mensili (nonostante negli ultimi mesi del 2012 superassero il 20%).

I ruoli tecnici, tuttavia, acquistano posizioni nel ranking delle funzioni più ambite dagli utenti di Talent Manager: produzione e professioni tecniche, ingegneria e project management, IT, TLC, internet e application software aumentano la propria attrattività a scapito di funzioni come HR, formazione e organizzazione, management e direzione generale, legale, acquisti e logistica.

I job seeker sembrano indirizzarsi un po’ di più rispetto al 2012 verso le offerte di lavoro per programmatori, sviluppatori, ingegneri, project manager e IT.

Questa tendenza rispecchia quella dell’offerta di lavoro, al momento più ampia proprio per le funzioni commerciali e per quelle di tipo tecnico.

Che sia uno degli effetti della crisi? Vedremo nei corso dell’anno se questa tendenza verrà confermata.

Errori ed orrori nel CV: l’istruzione è sempre importante?

lunedì, 25 marzo 2013

Nello stilare il  CV,  sorge spesso un dubbio: è più importante la preparazione accademica o quella sul campo? Dipende, anche per l’headhunter è una scelta seria.

Ciò che è certo è che bisogna saper selezionare adeguatamente i percorsi di formazione da inserire all’interno del Curriciculum. E’ importante distinguere le informazioni necessarie da quelle superflue a seconda dell’annuncio di lavoro a cui si sta rispondendo.

Facciamo qualche esempio pratico. Ecco di seguito alcune frasi estrapolate da CV in cui l’istruzione ha fatto brutti scherzi…

  • Istruzione specialistica  1 – Responsabile settore edile

Istruzione e formazione:  Diploma di maestro di tromba

  • Istruzione specialistica  2  – Talis pater…

Istruzione e formazione:  figlio di Ufficiale Superiore della Marina Militare

Il consiglio è di prestare sempre attenzione a ciò che si scrive all’interno dei CV. Le informazioni date devono essere utili e interessanti per l’azienda che le riceve. Non basta trovare una offerta di lavoro che ci interessa, dobbiamo anche assicurarci che il modo in cui ci presentiamo possa servire veramente allo scopo.

Contrariamente a ciò che suggerisce l’istinto, il Curriculum non deve accordarsi ai nostri gusti, conoscenze, argomentazioni: è “proprietà”  del lettore, del selezionatore e dell’azienda.

Contenuti e forma devono essere utili.

La voce dei candidati

giovedì, 14 febbraio 2013

Prestare attenzione al proprio CV è molto importante per chi sta cercando lavoro. In pochissimo tempo, infatti, il selezionatore deve poter capire se il candidato è in linea con il profilo ricercato.

Quale è, invece, il livello di attenzione che le aziende dedicano alla scrittura dell’annuncio di lavoro?

Sfogliando gli annunci di lavoro il candidato ha le stesse esigenze del recruiter: individuare nel minor tempo possibile le informazioni essenziali per capire se l’esperienza e la competenza di cui è in possesso possa renderlo un professionista idoneo a quella selezione. Molto spesso, tuttavia, gli annunci di lavoro sono poco chiari, evasivi, scritti male, disordinati. Questo penalizza i candidati, che hanno la necessità di sfruttare nel modo migliore il proprio tempo rispondendo a offerte che siano realmente interessanti per loro, ma penalizza anche le aziende, che aumentano così il rischio di ricevere candidature non in linea.

Le aziende giudicano i Curriculum dei candidati, ma cosa direbbero i candidati del modo in cui le aziende scrivono gli annunci di lavoro? Cosa e come comunica l’azienda?

Chi cerca lavoro dovrebbe avere la possibilità di far sentire la propria voce per sensibilizzare i recruiter su questo importante aspetto: la comunicazione aziendale passa anche attraverso l’annuncio di lavoro.

 

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