Articoli marcati con tag ‘diritto del lavoro’

Testimonianza di un Manager in cerca di personale

mercoledì, 2 febbraio 2011

Offerte di lavoroLeggo qualche giorno fa sui principali quotidiani:

“I ministri Gelmini, Meloni e Sacconi accusano i giovani italiani di “inattitudine all’umiltà”
ROMA – I giovani rischiano di andare in pensione con un’indennità da fame? I genitori la smettano di regalare auto ai figli laureati, e ai neodottori, offrano piuttosto il riscatto dei contributi relativi agli anni dell’università. Il corso di laurea intrapreso è sbagliato rispetto alle esigenze del mercato, il ragazzo non trova lavoro? Accetti un contratto d’apprendistato e impari un mestiere. Soprattutto, sia umile: i giovani italiani soffrono di “inattitudine all’umiltà”, afferma il ministro della Gioventù Giorgia Meloni (che però generosamente precisa che non bisogna mai generalizzare). Sono alcuni degli elementi del “Piano di azione per l’occupabilità dei giovani” presentato a Palazzo Chigi dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini e dal ministro Meloni….”

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ATTENTO DIRIGENTE! CONOSCI BENE LE TUE TUTELE QUANDO VIENI LICENZIATO PER MOTIVI OGGETTIVI

martedì, 6 luglio 2010

LicenziamentoLa vita del dirigente presenta un costante punto di pericolo (quanto mai attuale in questa epoca di crisi generalizzata): l’essere licenziato per ragioni oggettive, come la soppressione del posto, in ipotesi derivante da una crisi economica dell’azienda e da una connessa riorganizzazione interna.

In questo caso, il dirigente ha diritto, come minimo, allo svolgimento in servizio del periodo di preavviso – che muta nella sua quantificazione in base al contratto collettivo applicato e sui parametri da questo indicati, perlopiù collegati alla anzianità aziendale – ovvero al pagamento della relativa indennità sostitutiva.

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Il rifiuto di eseguire prestazioni lavorativa di fronte ad un presunto demansionamento è legittimo?

martedì, 6 luglio 2010

MobbingE’ un caso assai frequente nella realtà quello in cui un manager, magari in conseguenza di una riorganizzazione che lo penalizzi ovvero di un processo di mobbing, si trovi ad essere demansionato, cioè con uno spettro di responsabilità e contenuti professionali diminuiti ed impoveriti.

Ben sapendo che la legge considera illegittima qualunque modifica peggiorativa delle mansioni di un lavoratore subordinato, di fronte a questo scenario altamente problematico, sovente, l’interessato, quasi d’istinto, vorrebbe rifiutarsi di accettare il nuovo ruolo, considerandolo il frutto di un inadempimento datoriale a suo danno.

Sul piano morale e sostanziale, in concreto, sembrerebbe quasi logico e ragionevole porre in essere una sorta di autotutela, non accettando una situazione all’evidenza pregiudizievole.

Accade, infatti, di sentirsi dire da manager che si sentono vessati e demansionati  “se il datore di lavoro illegittimamente mi priva delle mie mansioni, perché dovrei svolgere un’attività che mi penalizza, danneggia ?” o ancora “fino a quando non mi utilizza per quella che è la mia esperienza e professionalità, io non mi considero più a disposizione”.

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Qual è il trattamento del manager italiano quando è in trasferta o in distacco in Europa?

martedì, 6 luglio 2010

Talent ManagerIn un mondo sempre più globalizzato, è normale che un manager italiano possa svolgere la propria attività professionale indistintamente a Milano, piuttosto che a Parigi, Londra, Vienna.

La sfera comunitaria è, in altre parole, divenuta “una casa” abituale per il lavoratore italiano, chiamato con maggiore frequenza a muoversi, a superare logiche provinciali. Con tutto ciò che ne consegue, ovviamente, in termini culturali, linguistici, ma anche normativi, previdenziali e fiscali.

L’ordinamento italiano conosce queste situazioni di rilevanza estera e le ha disciplinate “adattando” gli istituti giuridici, normalmente applicati allorchè la mobilità del dipendente avvenga nel solo mercato domestico.

Il manager sarà quindi “in trasferta” quando la sua attività all’estero è di breve durata. Tecnicamente, egli rimarrà dipendente del proprio datore di lavoro (titolare di tutti gli adempimenti fiscali e contributivi) originario e percepirà alcuni specifici emolumenti (rimborsi forfettizzati, rimborsi a piè di lista, ecc.), in considerazione, oltre che di accordi individuali, di quanto prevedono al riguardo i diversi contratti collettivi.

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